La storia

La Regione Marche è stata patria produttrice di alcuni dei più innovativi strumenti elettronici che hanno influenzato e  spesso cambiato i suoni della musica Italiana ed internazionale.

Da Camerano viene l’organo che ha caratterizzato il suono dei primi Pink Floyd, da Castelfidardo i suoni di archi dei Duran Duran, da Sambucheto di Montecassiano la tastiera dei Doors, da Recanati la batteria elettronica di Jean Michel Jarre.

La Farfisa è stata per moltissimi anni la fabbrica di strumenti musicali piú grande d’Europa, con oltre mille addetti.

John Lennon dei Beatles nel suo studio con un Farfisa Compact Rosso

 

Jean Paul Johnes dei Led Zeppelin con un Farfisa Professional Duo

Negli anni ‘80, l’ingresso di nuovi attori industriali dal “far east” e la rivoluzione tecnologica portata dalle tecnologie digitali ha portato alla chiusura di moltissime delle fabbriche che davano lavoro ad un indotto di migliaia di persone. Tuttavia, questa è stata l’occasione di una “ristrutturazione” dell’industria musicale, che ha concentrato i propri sforzi in maniera più efficiente ed ha portato da un lato alla specializzazione su mercati specifici nel settore audio (automotive, audio digitale) e musicale (arranger, organi, etc.), dall’altro ad una acquisizione del know-how marchigiano da parte di due realtà giapponesi, che hanno stabilito la loro sede europea nella regione, acquisendo laboratori e industrie già attive nel campo musicale. Grazie a questa evoluzione, ancora oggi le Marche sono al primo posto in Italia per PIL relativamente al settore musicale e al secondo posto nel settore audio (seconde solo alla Lombardia).

Keyth Emerson, ELP, con il mitico Elka Synthex

Vangelis con un Elka Rapsody

 

Dell’epoca d’oro resta ancora, benché poco conosciuta ai più, una peculiare attitudine all'innovazione ed alla ricerca, ed un grande patrimonio di competenze tecniche ancora diffusi sul territorio, che ha contribuito addirittura in tempi recentissimi alla nascita di nuovi costruttori di synth come Soundmachines, o all’affidamento, da parte della romana GRP, della propria produzione alle maestranze marchigiane.

 

Richard Wright dei Pink Floyd a Pompei con il suo inseparabile Farfisa Compact Duo in accoppiata al mitico Echo Binson.

Il Farfisa ha fortemente caratterizzato i suoni dei loro primi album

 

 

E’ un dato di fatto che le attuali attività industriali così come le radici storiche, siano poco conosciute sul territorio. Per il nostro gruppo è fondamentale mantenere salde le radici con il proprio territorio, valorizzarne il passato e testimoniare le energie creative tuttora presenti ed attive anche e soprattutto in questo difficile momento storico.

Alcuni dei protagonisti di questa storia sono Elka, Crumar, Farfisa, Crb, Elgam, Elex, Siel, Welson, Eko, Fatar, Fbt, Orla, Logan, Milton, Solton. Un numero di marchi, all’epoca popolari, che in seguito ad un periodo di oblio di alcuni decenni ora tornano ad essere al centro dell’attenzione di musicisti e collezionisti globalmente, cosa peraltro testimoniata dalla crescita costante del valore dell’usato vintage “made in Marche”.

 

Nick Rohdes dei Duran Duran con un Crumar Performer. Molti dei violini delle loro Hit sono stati suonati con il Crumar.

Ray Manzarek dei Doors con un Vox Continental prodotto e progettato nelle Marche.

E’ possibile, dunque, captare segnali di un rinnovato interesse nella storia e nelle “macchine” dell’epoca. Questo si è registrato, ad esempio, in occasione degli incontri e nelle tavole rotonde organizzate nell’ambito del festival Acusmatiq di Ancona, diretto e fondato da uno dei soggetti proponenti, Paolo Bragaglia.  All’interno del festival, da sempre si cerca di riportare in auge nella memoria collettiva il tema del sintetizzatore italiano e principalmente marchigiano. Il festival nel corso anni ha organizzato, precorrendo i tempi, numerosi eventi tesi alla valorizzazione e alla presa di coscienza di questa straordinaria realtà storica che ha visto le Marche protagoniste a livello internazionale nello sviluppo degli strumenti elettronici negli anni 60, '70 e '80 e cominciando a sensibilizzare il pubblico degli appassionati sul tema.

 

Le Orme in copertina con un Crumar Compac Piano e sopra una foto dei Tangerine Dream con un Elka Rapsody.

 

Nel 2009 presso la Mole Vanvitelliana di Ancona viene allestita la prima, piccola edizione del museo temporaneo del Sintetizzatore Marchigiano, seguita da diverse edizioni tra le quali anche quella allestita  a Foligno in occasione del Dancity, nel 2010. Vi sono altre iniziative che via via hanno preso corpo di pari passo, come ad esempio l’enciclopedica pagina Facebook “Elettronica Musicale Italiana” o l’importante inaugurazione del Museo Farfisa a Camerano, incentrato esclusivamente sull’azienda di cui porta il nome. Negli anni nasce anche il collettivo musicale “MacchineNostre” che riporta gli strumenti vintage marchigiani sul palco, facendone conoscere i suoni ad un pubblico spesso sorpreso e sempre molto interessato.

 

Una bellissima foto della fabbrica della Farfisa a Camerano. Sono stati oltre mille gli addetti alla produzione nel periodo in cui era la più grande fabbrica di strumenti musicali in Europa.

                                  (Fonte Claudio Capponi)

 

Nel 2009 presso la Mole Vanvitelliana di Ancona viene allestita la prima, piccola edizione del museo temporaneo del Sintetizzatore Marchigiano, seguita da diverse edizioni tra le quali anche quella allestita  a Foligno in occasione del Dancity, nel 2010. Vi sono altre iniziative che via via hanno preso corpo di pari passo, come ad esempio l’enciclopedica pagina Facebook “Elettronica Musicale Italiana” o l’importante inaugurazione del Museo Farfisa a Camerano, incentrato esclusivamente sull’azienda di cui porta il nome. Negli anni nasce anche il collettivo musicale “MacchineNostre” che riporta gli strumenti vintage marchigiani sul palco, facendone conoscere i suoni ad un pubblico spesso sorpreso e sempre molto interessato.

 

Ma ​sinora, nulla di organico ed esaustivo sulla materia è stato ancora mai realizzato​. E’ giunto il momento di dare a questi piccoli capolavori e ai loro creatori l’importanza che meritano raggruppandoli in una mostra evento degli strumenti made in Marche che abbia grande valenza storica, documentaria, artistica. E che finalmente possa contribuire a porre un punto fermo nell’attestazione di questo importante capitolo della storia produttiva della nostra regione.

 

2018 Acusmatiq Matme