Museo del Synth Marchigiano 2019

Macerata 10 Ottobre // 2 Novembre

Giovedì/Domenica ore 17.00 - 23.00

Che cos'è il Museo? E' sempre aperto? Quando si può visitare? Chi lo gestisce?


Queste sono alcune domande che ci stanno arrivando in questi giorni; ecco le risposte condivise:

1) Il Museo del Synth Marchigiano è un'esposizione temporanea frutto della fusione di diverse collezioni private di strumenti musicali elettronici italiani raccolti negli anni.

2) Il Museo non ha ancora una sede fissa. Durante le due settimane di esposizione tutti gli strumenti vengono concentrati e presentati al pubblico. Come contorno all'esposizione sono organizzate conferenze e concerti.

3) Il Museo si può visitare a Macerata presso gli Antichi Forni dal 18 di Ottobre al 2 di Novembre con orario dalle 17.00 alle 23.00 dal Giovedì alla Domenica.

4) Il Museo è organizzato e gestito dall'associazione culturale Acusmatiq Matme e da un comitato organizzativo composto da:

Paolo Bragaglia: ​Musicista con base nelle Marche e a Milano, collezionista e direttore del festival Acusmatiq.

Leonardo Gabrielli: ​Ricercatore in ingegneria elettronica presso l’Università Politecnica delle Marche, sviluppatore software nel campo dell’industria audio e musicale.

Agostino Maria Ticino: ​Musicista, collezionista e produttore musicale con base a Roma e nelle Marche.

Riccardo Pietroni: ​Ottico, musicista e collezionista di Sintetizzatori e Drum Machine nostrane.

La raccolta di materiale, la ricerca storiografica, le informazioni sugli strumenti e le aziende provengono dalla ricerca di:

Claudio Capponi: ​Accordatore di Pianoforti, riparatore di strumenti musicali elettronici e fondatore dell'Associazione Culturale Farfisa: é la memoria storica della Farfisa (www.capponiclaudio.it)

Roberto Bellucci: ​Enciclopedia vivente degli strumenti elettronici marchigiani, responsabile dell'associazione nazionale EMI - Elettronica Musicale Italiana (Elettronica Musicale Italiana)

Daniele Marziali: Fornaio Anarchico e collezionista storico di strumenti elettronici, fondatore del progetto VSMI (Vintage Synthesizers Made in Italy)

Organizzazione a cura dell'Associazione Culturale Acusmatiq Matme, con la collaborazione di EMI (Elettronica Musicale Italiana) e dell'Associazione Culturale Farfisa.
Con il patrocinio della Regione Marche e dell' Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Macerata
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Il Museo del Synth Marchigiano nasce da due cose: una grande assenza ed una grande ricchezza.
L’assenza è la mancanza di consapevolezza che, anno dopo anno, è possibile constatare riguardo la storia del distretto industriale musicale marchigiano uno dei maggiori d’ Europa, punto di forza dell’economia e delle creatività nazionale.
La ricchezza è invece il lascito alla storia ed alla cultura musicale contemporanea, evidente non appena ci addentriamo nella massa di registrazioni e documenti audio e video di un infinito numero di artisti. Dai Pink Floyd ai Kraftwerk, dai Goblin ai Tangerine Dream, da Keith Emerson ai Radiohead è impossibile contare il numero di produzioni musicali nazionali ed internazionali in cui sono stati utilizzati synth e tastiere nati in questo fazzoletto di terra, le Marche.
Purtroppo se è, giustamente, noto a tutti il fatto che la nostra regione è la “patria” della fisarmonica a livello mondiale, la sorte delle tastiere e dei sintetizzatori nostrani non sembra essere altrettanto fortunata.
I fasti di questo importante settore della nostra industria musicale vengono troppo spesso declinati al passato e sembra anche che la memoria storica del periodo aureo degli anni ’60, ’70, ’80 si stia scolorando, oscurata in un mondo sempre più assetato di novità e costretto a marciare al passo di una innovazione tecnologica impetuosa.
Eppure, possiamo assicurarvi che il fuoco ha sempre covato sotto la cenere, che il distretto ha ancora idee, competenze e forza da vendere, corroborato per di più da idee innovative e a volte rivoluzionarie, come è sempre stato nel passato. Gli anni del boom sono un ricordo del passato, naturalmente. L’epoca in cui la Farfisa di Camerano era la più grande azienda europea di strumenti musicali è lontana. Ma la forza del tessuto produttivo, ad uno sguardo più attento sembra ancora essere lì, intatta ed innervata da quel reticolo di competenze che lo ha sempre contraddistinto. E sono i fatti a dimostrarlo, con nuove aziende, nuovi prodotti, nuove collaborazioni in un contesto nazionale ed internazionale, in forme nuove, in simbiosi con le esigenze di un mondo fortemente trasformato.
 
Questa mostra, giunta alla seconda edizione, è un’iniziativa unica nel suo genere: saranno esposti moltissimi strumenti vintage: sintetizzatori, tastiere, organi e batterie elettroniche di tutti i più rilevanti marchi italiani (che erano al 90 per cento dislocati nelle Marche) per la prima volta tutti assieme.
 
Ma è anche un festival con un corposo programma di incontri, tavole rotonde, seminari e tantissimi eventi musicali.

Una sala dell'esposizione sarà dedicata al materiale riguardante il centro di ricerca in audio tecnologie Iris dove Giuseppe Di Giugno dirigeva alle porte di Roma e con il finanziamento di Farfisa Bontempi, una ventina di ingegneri e fisici.

Per una fortuita serie di coincidenze il gruppo del Museo del Synth Marchigiano è riuscito a salvare dalla discarica documenti, computer, software, schede e prototipi di M.A.R.S e delle sue evoluzioni commerciali purtroppo mai entrate in produzione.

Negli scorsi mesi tantissimo lavoro di catalogazione, restauro e ripristino è stato fatto fino a riattivare tre Workstation M.A.R.S. che potrete ascoltare in anteprima.
Sarà l’occasione per una ricognizione sulla situazione attuale con la partecipazione di gran parte delle aziende attualmente attive sul territorio regionale e di quelle nazionali che fanno riferimento al distretto marchigiano, con le loro idee ed i loro nuovi prodotti che potranno essere visti, toccato, ascoltati
Matme, che si è impegnata per promuovere questo evento, è l’acronimo di “MArche Tecnologia Musica Elettronica”,  è il mome di una nuova associazione che nasce dall’esperienza del festival Acusmatiq di Ancona che nei suoi tredici anni di storia ha sempre cercato di proporre il meglio della musica elettronica mondiale e di metterlo in relazione al tessuto culturale, produttivo e di ricerca delle Marche.
Una realtà composta da musicisti, appassionati, ricercatori e collezionisti e nasce con l’intento di preservare e fare conoscere la memoria storica ed ha l’ambizione, al tempo stesso, di stimolare la consapevolezza di quel che è stato il nostro distretto, di quel che è e soprattutto di quel che potrebbe essere nel settore dello strumento elettronico, inglobando tutte le evoluzioni e le innovazioni che hanno trasformato il modo della musica elettronica degli ultimi anni dai synth software ai synth modulari

 

2018 Acusmatiq Matme